Scegliere i gioielli solo in base alla lavorazione?

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gioielliIl mercato dei gioielli e degli oggetti preziosi è in continua evoluzione.
Ogni anno le gioiellerie e i laboratori orafi sparsi nel nostro paese sfornano una serie di oggetti davvero eccezionali.
Non a caso l’Italia è tra i Paesi più apprezzati non solo nella moda, ma anche più specificatamente nella produzione di monili.
Certo, per chi voglia acquistare un oggetto in oro o argento, la resa estetica è importante ed è anzi il primo dato, quello che colpisce e che spesso conduce alla scelta.

Come risaputo, tuttavia, acquistare un oggetto prezioso non significa solamente divenire proprietari di qualcosa di bello.
L’oro, l’argento, il platino, sono oggi sempre di più dei veri e propri beni rifugio e l’investimento nella loro forma fisica appare, grazie ad un mercato di scambio che offre quotazioni sempre in crescendo, una buona opportunità.
Coglierla è molto semplice ed è alla portata di tutti, non solo degli investitori di professione.
Non è infatti necessario puntare sui lingotti: anche i gioielli, se forgiati utilizzando materiali di pregio, possono costituire una buona riserva di valore.
E il rifiorire del mercato dell’usato, rende ancora più appetibile l’acquisto.

Ecco allora che quando si decide di comprare un anello, un bracciale o qualsiasi altro monile, diventa fondamentale andare oltre la resa estetica e verificare cosa si nasconde dietro: quali metalli sono stati usati, quali pietre preziose sono presenti.
L’oro e l’argento usati infatti, mantengono inalterato il loro valore intrinseco, che deriva unicamente dalla qualità del metallo utilizzato e dalla purezza delle pietre e non viene influenzato, a meno che non ci si rivolga al mercato dei collezionisti, né dal passare del tempo, né dalle condizioni di conservazione.

Per conoscere quindi il valore dei propri gioielli, si deve verificare innanzitutto quanto oro, quanto argento o quanto platino puro siano contenuti nella lega utilizzata per la lavorazione. Questi metalli nobili infatti, pur caratterizzandosi proprio per una loro naturale morbidezza, non sono sempre adatti all’uso puro in campo orafo.
Allo scopo di aumentarne la durezza, e rendere quindi possibile la lavorazione si è soliti unirli ad altri metalli, quale il rame o il palladio.
E’ quindi l’effettiva composizione della lega a determinare il valore e, in alcuni casi, ad incidere notevolmente anche sull’aspetto del gioiello.
Si pensi, a titolo esemplificativo, all’oro giallo, all’oro bianco e all’oro rosa, che devono la loro tipica colorazione alla diversa percentuale di rame e argento uniti in lega con l’oro.
La quantità di metallo puro presente (ovvero la titolatura) viene indicata sul gioiello, in genere in parti nascoste quali le chiusure o il retro, da una dicitura numerica, impressa in punzonatura, che esprime questa misura in carati o millesimi.
Qualora non fosse possibile visualizzare il titolo, l’ideale è recarsi da un gioielliere o compro oro di fiducia e richiederne la stima, attraverso l’esame del saggio alla tocca.

Il valore complessivo del monile risente ovviamente anche della presenza di eventuali pietre preziose, la cui valutazione segue però dei criteri differenti e per la cui compravendita risulta necessario essere in possesso delle opportune certificazioni private (rilasciate da un gemmologo), che ne attestino le caratteristiche e quindi forniscano una base coerente per la loro valutazione.
Le pietre preziose esistono in natura in molte splendide varietà. Sono tutte splendide, ma il loro valore dipende dalla combinazione di quattro indici elaborati a livello internazionale e quindi standardizzati.
Si parla tecnicamente delle 4C, dato che i termini utilizzati in lingua inglese per indicare le qualità valutabili di una pietra, hanno tutte la medesima iniziale, ma per chiarire brevemente di cosa si tratta, possiamo parlare semplicemente di Colore, Taglio, Purezza e Caratura.
Di queste, solo una caratteristica, il taglio, dipende dall’intervento dell’uomo, mentre le restanti riguardano qualità naturali possedute dalla pietra.

Prima di procedere all’acquisto di un monile, è quindi sempre bene verificare la genuinità dei materiali che lo compongono, verificare la presenza in punzonatura del titolo e del marchio di produzione e richiedere la certificazione delle pietre, elemento che diventa fondamentale nel caso in cui si acquistino diamanti, ma che garantisce in ogni caso l’acquirente e facilita le eventuali e successive operazioni di rivendita del bene.

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