Definizione di OPOro – Operatori Professioni Oro

Il mercato dell’oro è in grande espansione e sempre più investitori si avvicinano in cerca di fortuna e nuove opportunità. Le transazioni sull’oro non conoscono pause nè chiusure, essendo un unico mercato globale che abbraccia tutto il mondo e che soprattutto vede circolare al suo interno una quantità enorme di denaro.

Chi sono gli operatori
Se sei interessato all’acquisto di oro fisico, ma non hai mai operato nel settore è bene conoscere le regole che lo governano, le modalità corrette per muoversi al loro interno e soprattutto gli operatori e le strutture che hanno l’autorizzazione ad effettuare questo tipo di compravendite.
In questo particolare mercato la concorrenza è molto alta e potrà sovente capitare di imbattersi in operatori che dichiarano di possedere qualifiche che in realtà non possiedono pur di aumentare il numero dei clienti e conseguentemente il volume dei propri affari.
Sono essenzialmente due le figure che hanno la facoltà di comprare e vendere oro fisico in esenzione iva: le banche e gli operatori professionali in oro. La prima e importante differenza tra gli OPOro e le gioiellerie o i compro oro è che queste ultime due categorie non possono vendere oro da investimento esente da iva.

Gli operatori professionali in oro
Questa categoria di professionisti acquista e vende per conto proprio o di terzi oro da investimento, intendendolo in questo caso sotto forma di lingotti e monete e materiale in oro.
Per poter svolgere tale attività, che naturalmente non ne preclude altre sempre attinenti all’oro, come gioiellerie, banco metalli o negozi di numismatica, occorre fare richiesta alla Banca d’Italia e al tempo stesso essere in possesso di determinati requisiti:
avere una forma giuridica di s.r.l. o s.p.a. (società in accomandita per azioni) oppure ancora una società cooperativa con capitale sociale non inferiore a 50.000 euro
avere un oggetto sociale che specifichi in quale attività si opera
– essere in possesso, da parte di tutti coloro che rivestono cariche all’interno della società o che hanno partecipato al versamento del capitale, dei requisiti di onorabilità previsti dal testo unico delle leggi in materia creditizia e bancaria.
I compro oro, che non sono in possesso di tali requisiti, possono acquistare oggetti preziosi e rivenderli al pubblico, ma non possono acquistare oggetti in oro con il fine di modificarli e rivenderli, né tanto meno possono acquistare oro da investimento per rivenderlo, attività che competono invece agli operatori professionali in oro.

Iscrizione e termini
I soggetti che intendono intraprendere l’attività di operatore professionale in oro, devono farne richiesta alla Banca d’Italia prima di cominciare l’attività stessa.
Una volta ricevuta la domanda, la Banca d’Italia ha tempo 120 giorni per pronunciarsi in merito e concludere il procedimento. Se il richiedente è in possesso di tutti i requisiti necessari, la Banca comunica direttamente il codice operatore assegnatogli, ma anche in caso di mancata comunicazione da parte della Banca, per il principio del silenzio assenso, trascorsi i 120 giorni la domanda si intende accettata e si può verificare la presenza del proprio nome nel registro degli operatori professionali in oro nell’apposita sezione sul sito della Banca d’Italia.
In caso di domande incomplete o prive di qualche documento, la Banca comunica all’interessato le irregolarità e il tempo limite dei 120 giorni decorre da quando il soggetto incaricato di rilasciare la qualifica riceve la nuova e completa documentazione.
La mancanza di anche un solo requisito fra quelli richiesti, comporta il rigetto della richiesta, ma il richiedente, entro 10 giorni, ha la possibilità di presentare le sue osservazioni o una nuova idonea documentazione.
La Banca d’Italia punisce con multe che possono arrivare a superare i 10.000 euro o persino con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, nei casi più gravi, coloro che svolgono l’attività di operatore senza le necessarie qualifiche.

Banco metalli e operatori professionali in oro
Mentre gli operatori professionali possono intraprendere anche attività collaterali a questa, non è fattibile il discorso contrario. I compro oro o i banco metalli hanno meno libertà in questo mercato e se da un lato possono commerciare gioielli, a loro è precluso fonderli e vendere l’oro ottenuto dalla fusione.
Due figure quindi che apparentemente sono simili, ma in realtà comportano attività diverse e sottili differenze.
Malgrado il mercato dell’oro sia stato aperto al privato dal 2000, risulta ancora oggi un settore non alla portata di tutti, ampiamente sottovalutato e non sfruttato per le sue potenzialità. Questo dipende anche dal fatto che le banche, l’altro soggetto insieme agli operatori professionali, hanno più vantaggio a proporre strumenti finanziari che sono legati all’oro, come obbligazioni o fondi, mentre gli operatori professionali in oro non sono ancora così capillarmente diffusi per essere in grado di fornire un servizio immediato ed efficiente.

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