L’arte del gioiello

gioielli lavoratiSin dai tempi più antichi gli uomini hanno cercato di adornarsi con oggetti rari e preziosi, con cui poter dimostrare la propria importanza e il proprio prestigio all’interno della comunità. I gioielli, sono stati sempre presenti nella storia dell’uomo, a partire dalla preistoria, dove essi erano sostanzialmente costituiti da conchiglie e pietre particolari, passando per l’età del bronzo, dove si iniziò ad apprendere l’arte della lavorazione dei metalli, proseguendo nelle diverse civiltà che si sono sviluppate nel corso del tempo, come ad esempio quelle egizia, etrusca e micenea, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Un gioiello, quindi, non è tale solo perché realizzato con materiali di valore; esso, infatti, acquisisce valore anche e soprattutto sulla base delle particolari lavorazioni che subisce, tanto che bisogna a tutti gli effetti parlare di una vera e propria arte quando ci si riferisce alla creazione di gioielli.

E’ opportuno, a questo punto, precisare che c’è una sostanziale differenza tra un gioiello creato artigianalmente ed uno realizzato industrialmente, a parità di materie prime utilizzate.
Prima di tutto, come è facilmente intuibile, un laboratorio orafo artigianale realizzerà manualmente i vari gioielli e questi, di conseguenza, a differenza di quelli industriali, risulteranno avere particolarità e caratteristiche tali da essere davvero unici sul mercato; basti considerare, infatti, che se un artigiano volesse realizzare un gioiello identico ad un altro, non riuscirà mai a farlo perfettamente uguale, e questo è già di per sé indice di unicità del prodotto, e di conseguenza, di valore.
In aggiunta, un gioiello di tipo industriale potrà essere realizzato in qualsiasi parte del mondo, dove il costo di manodopera risulta essere molto basso, ovviamente in questo caso, la qualità delle lavorazioni sarà di gran lunga inferiore.
Altra importante differenza risiede nel fatto che, artigianalmente, sarà possibile realizzare un gioiello su misura, sia esso un anello, un bracciale o qualsiasi altro oggetto, che si adatti perfettamente alla persona che dovrà indossarlo. Un gioiello commerciale, infatti, è spesso disponibile solo in un paio di misure standard, che, ovviamente, non riescono a soddisfare le esigenze dimensionali di tutti i clienti.
Quando si parla di arte del gioiello, quindi, ci si riferisce principalmente alle creazioni artigianali, realizzate da orafi che spesso si tramandano le conoscenze e le competenze nel settore di generazione in generazione. Un orafo, infatti, sarà in grado di creare un monile unico e particolare, curato nei minimi dettagli ed eventualmente realizzato seguendo un particolare disegno proposto dallo stesso cliente.

Oggi come oggi, tuttavia, l’acquisto di un gioiello non avviene esclusivamente per il piacere di regalare o autoregalarsi qualcosa di bello e prezioso; con la crisi economica degli ultimi anni, infatti, chi acquista un gioiello prezioso lo fa con l’intento di effettuare in tutto e per tutto un investimento per il futuro. E allora, fermo restando il fatto che un gioiello artigianale ha più valore di uno realizzando industrialmente, converrà acquistare un monile d’epoca o uno contemporaneo?
Rispondere a questa domanda non è affatto semplice; a primo impatto verrebbe subito da rispondere che è preferibile acquistare un gioiello d’epoca, dato che nella maggior parte dei casi l’antichità non fa altro che attribuire preziosità ad un oggetto. Tuttavia, è importante precisare che anche un gioiello contemporaneo può costituire un’ottima forma di investimento, purché, però, sia particolare nelle lavorazioni e nel design. In ogni caso bisogna comunque distinguere tra l’investimento in un gioiello inteso come oggetto prezioso realizzato a regola d’arte, e l’acquisto di un monile volto ad effettuare semplicemente un investimento in oro.
Per fare un investimento vantaggioso, inoltre, è possibile scegliere di acquistare gioielli usati, che avendo un costo più basso rispetto a quelli nuovi, possono davvero costituire un ottimo affare. Se si decide di seguire questa opzione, tuttavia, bisognerà fare attenzione e verificare l’effettivo materiale che costituisce il gioiello e la naturalezza e preziosità delle eventuali gemme in esso presenti.
Per quanto riguarda il primo aspetto, occorrerà controllare sul gioiello l’eventuale presenza di un punzone, riportante, nello specifico, la purezza del metallo espressa in millesimi o in carati; la punzonatura viene fatta sia per oggetti in oro che in argento e, per citare le più frequenti, si possono trovare argenti con titolo 800, 925 e 950, e gioielli in oro 750 e 999 (in millesimi), oppure 10k, 14k, 18k, 22k o 24k (in carati).

In merito alle pietre, infine, per verificarne l’effettivo valore, occorrerà richiedere il relativo certificato gemmologico riportante, tra le altre informazioni di natura chimico-fisica, il Paese di provenienza, la purezza, il taglio e la finitura superficiale.

Gioielli e pietre preziose scegliere online

rubiniL’acquisto di un gioiello, da regalare ad una persona speciale o come dono per gratificare noi stessi, è sicuramente una spesa da valutare con attenzione. I gioielli, infatti, hanno prezzi piuttosto alti, e ciò, spesso, ci porta a cambiare idea e a rinunciare all’acquisto.
Per non demordere, però, è possibile cercare delle alternative d’acquisto che rendano più abbordabile questa spesa; tali alternative ci vengono quasi sempre offerte dal mondo di internet.

Il web, infatti, nella maggior parte dei casi offre opportunità vantaggiose per l’acquisto di qualsivoglia prodotto o servizio, ad un costo decisamente più conveniente rispetto a quello proprio dei negozi fisici.
Per questa ragione, infatti, le percentuali relative agli acquisti online sono in costante crescita in tutti i settori, e quello relativo ai gioielli e alle pietre preziose non fa eccezione.

E’ bene precisare, però, che se da un lato il web offre un’importante opportunità di risparmio, dall’altro spesso nasconde insidie, costituite principalmente dal rischio di incorrere in eventuali truffe.
Quando si acquista sul web un bene di elevato valore, inoltre, il pericolo di esser raggirati diventa davvero molto alto, ed è quindi estremamente importante essere accorti ed attenti prima di concludere l’affare.

Per quanto riguarda il campo dei preziosi, in particolar modo, è bene avere una conoscenza completa del settore, in modo da capire se ciò che stiamo acquistando ha effettivamente il valore che il venditore vuole farci credere. Per i gioielli e le pietre preziose, infatti, occorrerà conoscere in maniera dettagliata quali sono le caratteristiche che contribuiscono ad accrescerne il valore, le peculiarità che bisogna osservare per riuscire a distinguere una pietra falsa da una vera e soprattutto bisognerà saper leggere ed interpretare in maniera corretta i certificati relativi ad essi e che riportano tutti i dati relativi al gioiello, quali provenienza, peso, taglio e via discorrendo.

Per citare degli esempi, si possono considerare alcune tra le pietre preziose più comuni, come ad esempio i diamanti, i rubini e gli smeraldi, e valutare il loro valore sulla base delle caratteristiche che contraddistinguono la pietra in esame.
Se si prende in considerazione il rubino, è bene sapere che questa pietra, conosciuta per la sua caratteristica colorazione rossa, ha, in realtà, tonalità più o meno scure a seconda del Paese di provenienza; nella valutazione del valore del rubino, inoltre, occorrerà considerare eventuali inclusioni presenti all’interno della gemma, che variano, anch’esse, sulla base della regione di estrazione, e che consentono di capire con certezza se la pietra è naturale oppure no.

Lo smeraldo, invece, si presenta di un colore verde intenso, di cui bisogna considerare tono e tinta per valutarne, in prima analisi, il valore. Anche per questa gemma occorrerà, successivamente, verificare la presenza di eventuali inclusioni interne, con un’analisi microscopica volta a verificare l’area di provenienza della pietra, oltre alla naturalezza della stessa.

Per quanto riguarda i diamanti, infine, il discorso è senza dubbio più complesso e articolato. Per prima cosa, infatti, occorrerà capire se si vogliono acquistare diamanti da investimento o semplicemente se l’interesse a questa pietra è rivolto puramente all’estetica (se, cioè, il diamante servirà per impreziosire un gioiello). A seconda dei casi, infatti, la pietra acquisterà un valore differente, dovuto principalmente alle diverse lavorazioni e ai diversi tagli necessari per l’uno o l’altro scopo.
In linea di massima, però, è possibile determinare le caratteristiche che rendono prezioso un diamante e che non variano a seconda del fine ultimo dell’acquisto. La prima qualità che deve essere valutata in un diamante è sicuramente quella relativa alla modalità secondo cui la pietra riflette la luce; questa caratteristica, in particolare, dipende da altre peculiarità che devono essere considerate per verificare il valore di un diamante e che sono, nello specifico, il taglio, la caratura, il colore e la purezza. “Le combinazioni di queste caratteristiche danno il grado di qualità della pietra e quindi anche il suo valore economico”.

Nonostante l’elevato costo dei preziosi, e il possibile rischio di incorrere in truffe e raggiri, una soluzione per acquistare in maniera sicura gioielli a prezzi vantaggiosi esiste, ed è davvero alla portata di tutti; basta, infatti, navigare tra i molteplici siti internet di compro oro, e valutare le diverse proposte che si possono trovare all’interno della sezione dedicata ai gioielli ricondizionati.
Si tratta, in sostanza, di monili usati che, però, hanno subito processi di rilavorazione e trattamenti vari che hanno permesso di riportare il gioiello al suo iniziale splendore, per poterlo rimettere in vendita proprio come se fosse nuovo. I gioielli ricondizionati, infatti, costituiscono la soluzione migliore per poter acquistare prodotti di valore e di elevata qualità ad ottimi prezzi, realizzando davvero un ottimo affare.

Gioielli antichi possono essere un investimento?

gioielli da investimentoGioielli antichi, che passione!
Diventati un must quasi irrinunciabile, i monili di un tempo, rispetto a quelli moderni, sono dotati di un fascino tutto particolare, dovuto alla storia e alla cultura che essi rappresentano.
In alcuni casi si tratta di meravigliosi monili, realizzati a mano da abili artigiani, testimoni del fasto di antiche civiltà come quella egiziana, greca, romana o etrusca e che oggi fanno bella mostra di sé, nelle gallerie e nei musei più importanti del mondo.
Ma, escludendo questi reperti storici che non saranno mai venduti, come fare per acquistare un gioiello d’epoca?

A meno che non si conoscano broker o professionisti affidabili, con una certa dimestichezza nel settore, entrare in loro possesso non è semplicissimo.
Un modo può essere quello di partecipare ad una delle aste proposte periodicamente dalle Maison più prestigiose come Van Cleef, Bulgari, Cartier, Boucheron, Tiffany e tante altre.
In questo caso, però, bisogna essere pronti a tutto, perché queste house sales generalmente sono frequentate da collezionisti, e un gioiello, per quanto griffato e di ottima fattura, può essere sopravalutato e arrivare a cifre da capogiro!

Si consiglia, quindi, di rivolgersi ad un banco metalli autorizzato o di verificare la disponibilità sui siti on line dei grandi gruppi, che offrono questo servizio in totale sicurezza e a prezzi più vantaggiosi.
Molti gioiellieri presenti sul web, infatti, si sono specializzati nella compravendita di gioielli antichi, facendone il core business della loro attività.

Occorre però fare una distinzione tra gioielli antichi e gioielli d’epoca.
Ai primi appartengono essenzialmente gli oggetti preziosi realizzati a cavallo tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900.
Come già accennato, quelli più ricercati sono le creazioni che fanno parte dell’alta gioielleria realizzati da stilisti di fama internazionale, e lavorati rigorosamente a mano.
In quel periodo i maestri orafi, nel forgiare monili d’oro e d’argento eseguivano la tecnica della fusione in cera e facevano largo uso di ambra, per dare un effetto più decorativo sopratutto alle gemme semi preziose come il citrino o l’acquamarina.
Nel XIX° secolo le linee erano semplici ed eleganti, mentre agli inizi del ’900 le forme si ispiravano al simbolismo geometrico e alla natura.
Con l’avvento dell’art nouveau si diffusero, molto rapidamente, oggetti come saliscendi in stile decò, bracciali liberty e spille di diamanti, destinati ad una clientela più esigente.

Quasi introvabili e dal valore pressoché inestimabile, oggi i gioielli d’epoca provengono spesso da collezioni private e sono frutto di lasciti, passati di generazione in generazione.
Si tratta di pezzi unici come bracciali a cerniera con granati e diaspri, orecchini pendenti a disco, collane a frangia, tanto per citare solo alcuni tra gli oggetti più raffinati e ricercati.

Ma in che cosa si differenziavano le lavorazioni legate a questi monili così preziosi?
Una caratteristica molto in voga nel medioevo, ad esempio, era l’uso di smalti cloisonnè che rendevano i metalli nobili ancora più luminosi, così come nel rinascimento gli orafi erano soliti praticare incisioni di personaggi mitologici all’interno di medaglioni con smeraldi, la gemma più chic in quel periodo.
Nel XVII° e XVIII° secolo, invece, gli artigiani si abbandonarono agli eccessi del barocco e del rococò, creando monili sfarzosi tempestati di pietre preziose.
Sempre in quell’epoca, esordirono gli orologi con catena da portare nel taschino, tornati oggi nuovamente di moda.

Dopo questo meraviglioso tuffo nel passato, venendo ai giorni nostri, il Wall Street Journal recentemente ha diffuso dati molto interessanti sul trend positivo che riguarda proprio l’investimento in gioielli antichi.
Infatti, complice il rischio troppo elevato dei titoli e l’andamento deludente dei mercati, la prestigiosa testata americana, ha rilevato un netto incremento di acquisti in questo particolare settore che, secondo le stime fornite, potrà dare grandi soddisfazioni in termini economici, realizzando, nel giro di una decina d’anni, plusvalenze che supereranno anche il 20%.
Ecco perché si consiglia di privilegiare l’acquisto di un gioiello antico importante, legato ad un marchio famoso provvisto di un’ expertise firmata, sopratutto in presenza di diamanti.
L’investimento ideale, infatti, non può fare a meno di considerare queste bellissime gemme che l’alta gioielleria ha saputo valorizzare al massimo nei gioielli antichi, creando delle vere e proprie opere d’arte, e che oggi rappresentano un’opportunità ancora più vantaggiosa da cogliere perché, sia in caso di successione che di rivalutazione, sono esenti da tasse.

Perchè si regalano i diamanti?

golden jubileeSimboli e testimoni delle occasioni indimenticabili, i diamanti, sono uno dei doni più desiderati di sempre.
Il diamante – una delle tante forme allotropiche in cui si può presentare il carbonio – è una delle pietre più rare del mondo.
Minerale esauribile, è considerato anche una delle pietre più preziose. Esso si presenta come modificazione cristallizzata del carbonio puro e la sua formazione richiede anche milioni di anni.

La storia dei diamanti è una storia lunga ed affascinante.
Queste pietre nascono nel mantello della Terra e si formano solamente in condizioni particolari, caratterizzate da una pressione altissima.
Secondo gli esperti, i diamanti, inizialmente, sono stati riconosciuti ed estratti nel continente indiano. Qui, sono stati rintracciati dei dei depositi alluvionali lungo i fiumi Godavari e Krishna. Con ogni, probabilità, erano già noti e considerati preziosi già 5.500/6.000 anni fa: diverse, opere in lingua sanscrita (come l’Arthashastra di Kautilya), infatti, fanno riferimento al commercio di diamanti. Numerosi testi buddisti, invece, a partire dal IV secolo a.C. descrivono il diamante in maniera dettagliata, anche se ancora non vengono date indicazioni relative alla tecniche del taglio.
Dall’India, i diamanti giunsero poi nell’antica Roma, dove la loro lavorazione fu notevolmente affinata.In seguito con il crollo dell’Impero Romano, i diamanti, in Occidente, furono dimenticati per buona parte del Medioevo

Fino al XVIII secolo, i diamanti, provenivano quasi esclusivamente dall’India o, più tardi, dall’isola del Borneo. I primi diamanti sudamericani vennero trovati solo nel 1725 in Brasile (nello Stato di Minas Gerais). Un secolo più tardi, nel 1843, la terra carioca regalò anche il carbonado – chiamato anche black diamond – , un particolare aggregato microcristallino di diamante, all’apparenza nero ed estremamente poroso.

Il primo diamante africano, è stato rinvenuto nel 1867, in Sudafrica (nei pressi delle sorgenti del fiume Orange). Con l’esaurimento dei giacimenti indiani, proprio il Sudafrica, si configurò, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, come il più importante centro per la produzione mondiale di diamanti.

Nel corso del XIX secolo, l’offerta dei diamanti aumentò e, pian piano, il minerale, reso sempre più bello (e prezioso) da nuove ed accurate tecniche di taglio, divenne uno dei principali oggetti dei desideri.

Un diamante grezzo non è molto differente da un banale ciottolo. La bellezza del diamante è, infatti, racchiusa nell’abilità del tagliatore.
Il taglio è un’operazione estremamente delicata e difficile.
L’arte del taglio del diamante, nacque, con ogni probabilità in Italia.
Le prime gemme sfaccettate iniziarono a comparire sul finire del XIV secolo a Venezia, Genova e a Firenze. Ai tagliatori italiani è attribuita l’invenzione del “taglio del diamante con la sua stessa polvere”.
All’epoca, fiorente centro di taglio dei diamanti era anche la città di Bruges. Sul finire del XVI secolo, però, la città delle Fiandre occidentali, passò il testimone ad Anversa – Centro Mondiale dei Diamanti – ed a Amsterdam (che fino al XVIII secolo visse una vera e propria Diamond Age).

La più comune forma di taglio del diamante è sicuramente quella rotonda. Chiamata anche a brillante, si contraddistingue per un taglio di tipo rotondo con un minimo di “32 faccette sulla corona e con almeno 24 faccette più una sul padiglione”.
Altri tagli di diamante molto diffusi sono:

- Taglio a brillante ovale
- Taglio Navetta o marquise
- Taglio a brillante a goccia
- Taglio a cuore
- Taglio a smeraldo (rettangolare o quadrato)

Spesso, si sente parlare di diamante ideal cut. Questo diamante, “classificato dall’ A.G.S. ( American Gem Society) ha simmetria politura e proporzioni ideali e viene classificato zero A.G.S. 0. Quando consultiamo qualsiasi altra classificazione incluso GIA, HRD, IGI, EGL etc. la simmetria e pulitura devono essere considerate “eccellenti” e le proporzioni misurate e indicate dovranno risultare eccellenti”.
Si tratta di un diamante tagliato secondo particolari formule matematiche – studiate dal celebre tagliatore di diamanti Tolkowsky. – capace di creare una particolarissima ” dispersione brillante con bianchi bagliori splendenti”.

Ma i diamanti non devono la loro bellezza semplicemente al taglio.
Alcuni diamanti – in virtù della loro considerevole grandezza, della particolare colorazione o della loro storia – vengono definiti “celebri”. Tra questi vi sono:
- “Golden Jubilee” (545,67 carati), proveniente dal Sud Africa, è il più grande diamante tagliato del mondo. Appartiene ai ” ai gioielli reali della Thailandia” e si caratterizza per il taglio a rosa ed il colore giallo dorato.
- “Fiorentino” (137,27 carati), di origine indiana, è chiamato anche “Granduca di Toscana”, ed è leggendario: appartenuto a diversi personaggi storici è ora scomparso. Era caratterizzato da un taglio a goccia e da un colore giallo pallido.
- “Stella del Sud” (128,48 carati), caratterizzato da un taglio a cuscino, questo diamante incolore è stato trovato da una schiava brasiliana. Fa parte della collezione “Cartier”.
- “Hortensia” (21,32 carati), di origine indiana, deve il suo nome a “Hortensia de Beauharnais”, figlia adottiva di Napoleone. Custodito al Louvre, deve la sua celebrità al suo particolarissimo color rosa pesca.
- “Verde di Dresda” (carati) di origine indiana, è il “diamante verde più grande al mondo”; fu proprietà di re Augusto III di Polonia e dei re di Sassonia.
- “Moussaieff Rosso” (5.11 carati) di origine brasiliana, è il più grande “diamante rosso” mai tagliato.

Ma quali sono le caratteristiche, o fattori, che determinano il valore di un diamante?
Gli esperti, sostengono, che esso sia deciso dalla miglior combinazione delle famose “4 c”.

- Carati/Carat: rappresenta l’unità di peso dei dei diamanti ed “equivale a 0,200 grammi”. E’ possibile suddividere il carato in grani che “equivalgono a 1/20 di grammo, ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato”.

- Purezza/Clarity: i diamanti veramente puri sono rarissimi. Il grado di purezza, fa riferimento a tutte le inclusioni (“carboni”) che possono incidere sulla trasparenza. Il “Gemological Institute of America”, ha istituito una “Classificazione della Purezza” (da eseguirsi a 10x ingrandimenti) dove ad esempio, “Flawless” indica un diamante “puro sia internamente che esternamente a 10 ingrandimenti”.

- Taglio/cut: definito “il contributo dell’uomo alla bellezza di un diamante” è in grado di esaltarne la brillantezza ed il colore e di nascondere le inclusioni

- Colore/colour: le gemme più pure sono trasparenti ed incolori. Ricordiamo che i diamanti possono assumere diverse colorazioni (dovute ad impurezze o difetti): il “giallo ambrato” e il “marrone” sono le più diffuse, mentre il “rosso”, il “rosa”, il “blu” ed il “verde” sono molto rare.

Regalare un gioiello con diamante, oggi come ieri, significa consacrare un attimo all’eternità.

I gioielli e le pietre preziose

gioielli di diamantiUn bel gioiello d’oro adornato con pietre preziose ha un duplice valore: è un piacere da indossare e un’assicurazione economica in caso di crisi.
Ma come sfruttare al meglio i propri risparmi? Conoscere il mondo delle gemme è essenziale per non fare acquisti sbagliati.
Innanzitutto, rivolgetevi unicamente a orefici e gemmologi qualificati, che siano in grado di rilasciarvi una garanzia su ciò che comprate.
State attenti ai falsi.
È facile distinguere un pezzo di vetro colorato da un diamante. Non lo è altrettanto distinguere un diamante genuino da uno artificiale, creato in provetta con processi chimici che imitano quelli di madre natura.
Se una pietra vi sembra troppo perfetta (ed economica) per essere vera, fatevi delle domande. Certi minerali, come gli smeraldi, sono praticamente impossibili da trovare in natura senza imperfezioni.
Infine, evitate i gioielli prodotti in massa da brand famosi: utilizzano minerali di scarso valore. Paghereste più la “marca” che il prodotto vero e proprio.

I diamanti vengono valutati secondo il sistema 4C, che corrisponde a:
COLOR, il colore della pietra. Si valuta l’omogeneità della tinta, la sua saturazione e luminosità.
CUT, il taglio della pietra. Si valuta la forma della pietra, la sua simmetria, proporzioni e precisione nel taglio.
CLARITY, la purezza della pietra. Si valuta la presenza di residui, crepe e altre imperfezioni che ne intacchino la trasparenza.
CARAT, la caratura della pietra. La caratura ne indica il peso.

Per altre pietre preziose come smeraldi, rubini e granati, a queste caratteristiche si aggiungono:
TRATTAMENTI, che possono essere fatti per migliorare l’aspetto della gemma. Possono venir impiegati processi meccanici o trattamenti chimici.
ORIGINE GEOGRAFICA, la zona da cui è stata estratta la pietra. Esistono giacimenti più o meno rinomati, da cui derivano diversi valori di mercato.

Esaminiamo queste caratteristiche una alla volta.

COLORE
Siamo abituati ad immaginare i diamanti come pietre di un bianco purissimo.
In realtà, questo è vero solo per le cosiddette gemme di categoria D.
I diamanti tendono al giallo. Per misurarne il colore si utilizza una scala alfabetica, che va dalla D (bianco purissimo) alla Z (giallo opaco).
Esistono anche altri diamanti di altri colori, i cosiddetti “fancy diamonds”, particolarmente rari e costosi.
Più difficile stabilire il colore delle altre pietre preziose. Si utilizzano scale internazionali, come la scala di Munsell e il GIA GEM SET. Vengono prese in considerazione tonalità, intensità (saturazione) e luminosità del colore.
Il colore di una pietra è solitamente omogeneo. Eventuali macchie di tono differente vengono chiamate “zonature”.

TAGLIO
Il taglio indica varie caratteristiche della pietra: forma, proporzioni, simmetria, lucidatura.
Per alcune pietre si prediligono determinate forme. Lo smeraldo, ad esempio, è spesso tagliato a quadrato. Questo perché il materiale grezzo si presta ad assumere una forma simile, e si cerca di tagliarlo perdendo la minor quantità di minerale possibile.
La forma classica del diamante viene invece definita “a brillante”: le sue 57 sfaccettature ne esaltano la luminosità.
Un taglio perfetto permette un’ottimale rifrazione della luce, rendendo la pietra lucida e brillante.

PUREZZA
La purezza indica la presenza di difetti all’interno nella gemma.
Nei diamanti, essa viene valutata grazie ad una lente acromatica e aplanatica, con ingrandimento 10x.
La scala utilizzata è la seguente:

IF = Internally Flawless, ovvero senza alcun difetto.
VVS = Very Very Small Inclusion. Minuscole inclusioni difficilissime da individuare con la lente.
VS = Very Small Inclusion. Piccole inclusioni difficili da individuare con la lente.
SI = Small Inclusion. Le inclusioni si vedono facilmente con la lente
I = Inclusion. Dette anche gemme P (piquè), presentano imperfezioni osservabili anche a occhio nudo.

Altri tipi di gemme non hanno una scala di valutazione tanto precisa, ma la regola generale rimane la stessa: più una gemma è pura, più è di valore.

CARATURA
La caratura, indica il peso della pietra. Un carato equivale a 0,2 grammi.
In via generale, una grossa pietra da 1 carato vale più di tante piccole pietre della stessa caratura.

TRATTAMENTI
Trattamenti chimici possono celare crepe e impurità, aumentando la bellezza della pietra. Trattamenti troppo invasivi, come l’iniezione di resine e metalli, possono però farne scendere il valore.

ORIGINE GEOGRAFICA
Il valore di una pietra può alzarsi se viene estratta da un giacimento rinomato. La locazione di questi giacimenti cambia in base alle pietre preziose.

Scegliere i gioielli solo in base alla lavorazione?

gioielliIl mercato dei gioielli e degli oggetti preziosi è in continua evoluzione.
Ogni anno le gioiellerie e i laboratori orafi sparsi nel nostro paese sfornano una serie di oggetti davvero eccezionali.
Non a caso l’Italia è tra i Paesi più apprezzati non solo nella moda, ma anche più specificatamente nella produzione di monili.
Certo, per chi voglia acquistare un oggetto in oro o argento, la resa estetica è importante ed è anzi il primo dato, quello che colpisce e che spesso conduce alla scelta.

Come risaputo, tuttavia, acquistare un oggetto prezioso non significa solamente divenire proprietari di qualcosa di bello.
L’oro, l’argento, il platino, sono oggi sempre di più dei veri e propri beni rifugio e l’investimento nella loro forma fisica appare, grazie ad un mercato di scambio che offre quotazioni sempre in crescendo, una buona opportunità.
Coglierla è molto semplice ed è alla portata di tutti, non solo degli investitori di professione.
Non è infatti necessario puntare sui lingotti: anche i gioielli, se forgiati utilizzando materiali di pregio, possono costituire una buona riserva di valore.
E il rifiorire del mercato dell’usato, rende ancora più appetibile l’acquisto.

Ecco allora che quando si decide di comprare un anello, un bracciale o qualsiasi altro monile, diventa fondamentale andare oltre la resa estetica e verificare cosa si nasconde dietro: quali metalli sono stati usati, quali pietre preziose sono presenti.
L’oro e l’argento usati infatti, mantengono inalterato il loro valore intrinseco, che deriva unicamente dalla qualità del metallo utilizzato e dalla purezza delle pietre e non viene influenzato, a meno che non ci si rivolga al mercato dei collezionisti, né dal passare del tempo, né dalle condizioni di conservazione.

Per conoscere quindi il valore dei propri gioielli, si deve verificare innanzitutto quanto oro, quanto argento o quanto platino puro siano contenuti nella lega utilizzata per la lavorazione. Questi metalli nobili infatti, pur caratterizzandosi proprio per una loro naturale morbidezza, non sono sempre adatti all’uso puro in campo orafo.
Allo scopo di aumentarne la durezza, e rendere quindi possibile la lavorazione si è soliti unirli ad altri metalli, quale il rame o il palladio.
E’ quindi l’effettiva composizione della lega a determinare il valore e, in alcuni casi, ad incidere notevolmente anche sull’aspetto del gioiello.
Si pensi, a titolo esemplificativo, all’oro giallo, all’oro bianco e all’oro rosa, che devono la loro tipica colorazione alla diversa percentuale di rame e argento uniti in lega con l’oro.
La quantità di metallo puro presente (ovvero la titolatura) viene indicata sul gioiello, in genere in parti nascoste quali le chiusure o il retro, da una dicitura numerica, impressa in punzonatura, che esprime questa misura in carati o millesimi.
Qualora non fosse possibile visualizzare il titolo, l’ideale è recarsi da un gioielliere o compro oro di fiducia e richiederne la stima, attraverso l’esame del saggio alla tocca.

Il valore complessivo del monile risente ovviamente anche della presenza di eventuali pietre preziose, la cui valutazione segue però dei criteri differenti e per la cui compravendita risulta necessario essere in possesso delle opportune certificazioni private (rilasciate da un gemmologo), che ne attestino le caratteristiche e quindi forniscano una base coerente per la loro valutazione.
Le pietre preziose esistono in natura in molte splendide varietà. Sono tutte splendide, ma il loro valore dipende dalla combinazione di quattro indici elaborati a livello internazionale e quindi standardizzati.
Si parla tecnicamente delle 4C, dato che i termini utilizzati in lingua inglese per indicare le qualità valutabili di una pietra, hanno tutte la medesima iniziale, ma per chiarire brevemente di cosa si tratta, possiamo parlare semplicemente di Colore, Taglio, Purezza e Caratura.
Di queste, solo una caratteristica, il taglio, dipende dall’intervento dell’uomo, mentre le restanti riguardano qualità naturali possedute dalla pietra.

Prima di procedere all’acquisto di un monile, è quindi sempre bene verificare la genuinità dei materiali che lo compongono, verificare la presenza in punzonatura del titolo e del marchio di produzione e richiedere la certificazione delle pietre, elemento che diventa fondamentale nel caso in cui si acquistino diamanti, ma che garantisce in ogni caso l’acquirente e facilita le eventuali e successive operazioni di rivendita del bene.

Gioielli rigenerati, di cosa si tratta?

gioielli rigenerati dai compro oroQuello del “compro oro” è un business in forte aumento soprattutto in questo ultimo decennio.
Questo genere di attività commerciale, che apparentemente sembra limitarsi a raccogliere metalli preziosi contro il pagamento in denaro alle convenienti quotazioni di mercato, in realtà diversifica parecchio le sue attività.

Tra le molte possibilità offerte da questi negozi  c’è quella della vendita di gioielli rigenerati o ricondizionati che sono dei veri e propri gioielli già portati, rimessi a nuovo e venduti con il conveniente prezzo di un oggetto di seconda mano.
Un gioiello rigenerato, rispetto ad un qualsiasi altro prodotto usato, offre il vantaggio di sembrare veramente nuovo una volta che viene controllato, pulito, lucidato e lavorato. Quindi comprare oggetti preziosi rigenerati nei negozi che commerciano metalli, consente di acquistare tutte le caratteristiche del gioiello nuovo al conveniente prezzo di valutazione dell’usato.

Questi negozi, infatti, acquistano da privati gioielli, orologi e oggetti in oro ed argento che non vengono più usati dietro il pagamento di somme di denaro che possono essere utili per effettuare nuove spese e, contemporaneamente, li rimettono a nuovo per destinarli a chi cerca occasioni per fare affari d’oro (nel vero senso della parola!).
Complice la difficoltà economica del momento, la scelta di oggetti preziosi di seconda mano è sempre più ampia in quanto molte persone decidono di disfarsi di oggetti ormai inutilizzati che hanno solo un valore affettivo o che costituiscono un semplice ricordo per poter fare nuovi investimenti economici più necessari.
Quella del ritiro e della vendita di gioielli usati è una pratica particolare tutelata da severe norme di legge che vogliono garantire la massima sicurezza sia a chi vende, sia a chi compra questo genere di prodotti.

Molti negozi di oro usato hanno una sezione delle offerte nella loro pagina web, consiglio il compro oro OroElite, dedicata ai preziosi ritirati momentaneamente disponibili al pubblico.
Questa nuova opportunità offerta dai banco metalli è in forte espansione grazie anche al trend positivo della quotazione dell’oro negli ultimi cinque anni. Quindi è sempre conveniente valutare l’acquisto di gioielli vecchi e ricondizionati, che hanno un valore pari a quello di listino dello stesso prodotto nuovo, ma consentono convenienti ribassi fino anche al 40-50%.
Il settore dei gioielli rigenerati oltre che essere conveniente e a consentire di trovare anche preziosi di marca, è una pratica che permette di riciclare oggetti già in vita, evitando nuove lavorazioni inquinanti, a tutto vantaggio della sostenibilità ambientale.

Per quantificare la convenienza nell’acquisto di un prodotto basta effettuare il confronto con lo stesso articolo nuovo o sommare le valutazioni di metallo, pietre e del “peso” dell’eventuale marchio.
Tramite una rapida ricerca sul web attraverso l’uso di poche parole chiave è possibile appurare istantaneamente il vantaggio di un acquisto di un prezioso rinnovato.
Bisogna sempre ricordare che con il termine gioiello rigenerato non si vuole indicare qualcosa di rotto, difettoso o danneggiato, ma semplicemente una cosa già usata da qualcuno, minuziosamente controllata, riparata, pulita e lucidata con un aspetto finale che può trarre in inganno perchè sembra totalmente nuovo.